
A metà strada tra Reggio Emilia e Parma, a Sud della Via
Emilia, sulla sponda destra dell'Enza, sorge il Castello di Montecchio
Emilia. Domina il centro storico ed è sicuramente una
delle più interessanti architetture fortificate matildiche
della provincia.
Non è nota la data della fondazione del Castello, esistente
però già nel 1114 secondo un placito matildico, e
denominato "Castrum vetus" nel 1259. Il suo primo nucleo
probabilmente esisteva già nel X sec. d.C. La Rocca fu, nel
XIII sec., oggetto di aspre contese fra i Vescovi ed il Comune di
Parma. Successivamente si avvicendarono, i Vicedomini e importanti
famiglie afferenti alle signorie
dei Visconti degli Este.
Nel 1426 Montecchio passò sotto il controllo degli Estensi
e, per la sua notevole importanza strategica, nel 1526 fu elevato
a Marchesato. Fino all'Unità d'Italia Montecchio seguì
le sorti del Ducato Estense. Fino al 1960, la Rocca fu adibita
a carcere mandamentale.
Recenti lavori di scavo archeologico, eseguiti nei sotterranei,
hanno messo in luce le antiche fondazioni del Castello e un vasto Sepolcreto carolingio, di cui sono state esplorate 28 sepolture
contenenti un centinaio di deposizioni.
Le tombe, tutte a inumazione, sono disposte in senso rituale ad
est-ovest, prive di corredo. La necropoli fu utilizzata per almeno
due-tre secoli.
Il percorso del sepolcreto si completa con la calcara, fornace
per la produzione della calce, attiva tra il X e l'XI sec. e tracce
di antiche fondazioni di una probabile "ecclesia S.Ambrogi".
Nella parte orientale dei sotterranei sono conservate una Cannoniera
e due tombe ancora integre. Risalendo poi dal soterraneo sono visibili
la Torre Pontaia che ospitava il corpo di guardia e l'originale Porta di accesso alla Rocca dove ancora si può notare
il punto di attacco del Ponte Levatoio.

Salendo la scala a chiocciola del XVI sec. si giunge fino al piano
nobile che ospita la biblioteca con soffitto a cassettoni e pregevole cappella secentesca.
All'interno del Torrione, un affascinante affresco di fine trecento
raffigurante una Madonna in trono con Bambino e Santi. Il
dipinto, indice di un prestigioso uso abitativo del castello, è
di ottima fattura e di grande qualità sia stilistica che
cromatica, il che fa pensare alla mano di un maestro: si tratta
di un affresco in stile gotico con rilevanti influssi giotteschi.
Al piano superiore, dalla scala a chiocciola si giunge agli spalti con merlature ghibelline, al cammino di ronda e alle antiche
prigioni. |